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Rapporti economici bilaterali

 

Rapporti economici bilaterali

Situato nel margine occidentale della penisola iberica, il Portogallo è strategicamente posizionato tra Europa, Africa e America, con le quali mantiene profonde e dinamiche relazioni commerciali e politiche.

Sin dal suo ingresso nella CEE, il Portogallo è stato uno dei più convinti sostenitori del progetto europeo. Anche i suoi flussi commerciali si sono progressivamente orientati principalmente verso il Mercato Unico, fino a costituire oggi oltre il 75% sia per le destinazioni delle proprie esportazioni, sia in termini di origine delle importazioni.

Parallelamente, i forti legami storici oltreoceano hanno determinato una crescente internazionalizzazione del Portogallo anche al di fuori dell’UE: gli Stati Uniti nel 2020 rientrano tra i primi dieci Paesi sia per l’export che per l’import portoghese, mentre Brasile e Angola rientrano in tale classifica solo, rispettivamente, per le importazioni e per le esportazioni portoghesi.

Sul piano bilaterale, la bilancia commerciale, tradizionalmente a favore dell'Italia, ha registrato nel 2020 un surplus di circa 1,6 miliardi di euro (rispetto a 2,2 del 2019). Dopo un trend positivo registrato negli ultimi anni, a causa della pandemia da Covid-19 l’interscambio tra i due Paesi ha registrato nel 2020 un calo. Alla fine dello scorso anno, rispetto a quello precedente le importazioni italiane sono infatti passate da 2,2 miliardi di euro a 2 miliardi di euro, mentre le esportazioni italiane sono passate da 4,4 miliardi di euro a 3,7 miliardi di euro. La riduzione nelle esportazioni ha contribuito a far perdere all’Italia la quarta posizione nella classifica dei maggiori fornitori, ora occupata dai Paesi Bassi (3,7 mld di euro), che peraltro negli ultimi cinque anni registravano regolarmente tassi di crescita nelle loro esportazioni verso il Portogallo doppi e anche tripli rispetto a quelli italiani. Sempre alla fine del 2020, le prime tre posizioni erano occupate dalla Spagna (22,1 mld €), Germania (9 mld €) e Francia (4,9 mld €), con quote rispettivamente del 32,6%, 13,3%, 7,3%, 5,5% del totale delle importazioni portoghesi. È da sottolineare che nonostante tale riduzione nelle nostre esportazioni, l’Italia nel 2020 abbia addirittura incrementato la propria quota di mercato nel Paese, confermando la sua quarta posizione detenuta a fine 2019. Tra i destinatari delle esportazioni portoghesi, l’Italia ha mantenuto la sesta posizione, preceduta da Spagna (13,6 mld €), Francia (7,2 mld €), Germania (6,3 mld €), Regno Unito (3 mld €) e Stati Uniti (2,6 mld €), con quote rispettivamente del 25,4%, 13,5%, 11,8%, 5,7%, 5,0% e 4,4% del totale delle esportazioni portoghesi.

Circa il 2021, i dati provvisori elaborati dall'ICE e relativi al primo semestre riflettono una forte ripresa dell’interscambio complessivo, attestato alla fine di giugno a 3,436 mld di euro, in crescita del 28% rispetto al semestre dell’anno precedente. Anche le nostre esportazioni, pari a 2,1 mld (+19%) e le importazioni italiane dal Portogallo 1,34 mld (+44%) hanno conseguentemente mostrato trend molto positivi, con un incremento delle seconde sensibilmente più accentuato rispetto alle prime. Il saldo conferma anche in questo primo semestre il tradizionale surplus italiano, pari a 756 milioni. Alla luce di tali dati, l'Italia si conferma quinto fornitore per il Portogallo, con una quota sul totale delle importazioni portoghesi attestata al 5,2%. Per quanto riguarda invece i destinatari delle esportazioni portoghesi, sempre a fine giugno l'Italia occupa ancora la sesta posizione con una quota sul totale del 4,6%.


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