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MODALITA' DI RIENTRO IN ITALIA E DISPOSIZIONI SANITARIE PORTOGHESI

Date:

09/23/2020


MODALITA' DI RIENTRO IN ITALIA E DISPOSIZIONI SANITARIE PORTOGHESI

MODALITA' DI RIENTRO IN ITALIA

 

Il DPCM 7 settembre 2020 ha prorogato, con alcune lievi modifiche ed integrazioni, la disciplina degli spostamenti da/per l’estero già contenuta nel decreto del 7 agosto 2020. Vengono individuati 6 gruppi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni:

A - San Marino e Città del Vaticano: nessuna limitazione.

B - PAESI UE (tranne la Romania, che fa parte dell’elenco C, e con specifiche disposizioni per Croazia, alcune Regioni francesi elencate al paragrafo successivo, Grecia, Malta, Spagna), SCHENGEN, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco: sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO, e senza obbligo di isolamento al rientro, gli spostamenti da/per i Paesi dell’UE. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.
Con Ordinanza del Ministero della Salute 21 settembre 2020, in vigore dal 22 settembre e fino al 7 ottobre 2020, alla Bulgaria, precedentemente in elenco C, si applica la disciplina prevista per l’elenco B.

Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Regioni francesi di Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Ilȇ -de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra (come da Ordinanza del Ministro della Salute del 21 settembre 2020, in vigore dal 22 settembre e fino al 7 ottobre 2020, fatta salva l’eventuale adozione di un nuovo DPCM prima del 7 ottobre): coloro che entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi quattro Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente. Gli stessi casi di eccezione indicati dal DPCM 7 agosto 2020, all’articolo 6, commi 6 e 7, per isolamento e sorveglianza sanitaria, si estendono anche all’obbligo di tampone. Per i dettagli, si rimanda alla lettura dell’elenco a fondo pagina.

ATTENZIONE: l’Allegato C del DPCM 7 settembre 2020 chiarisce che rientrano nell’elenco E tutti i territori francesi, britannici e olandesi, comunque denominati, collocati al di fuori del continente europeo. Rientrano invece nell’elenco B: le isole Far Oer, la Groenlandia, le isole Svalbard e Jan Mayen, Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro, Azzorre e Madeira, territori spagnoli nel continente africano.

La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

D- Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay: sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per TURISMO. Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

E - Resto del mondo: gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro/l’ingresso in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari. Il DPCM 7 settembre 2020 introduce inoltre la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia). All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro. L’autodichiarazione va mostrata a chiunque sia preposto ad effettuare i controlli. È opportuno essere pronti a mostrare eventuale documentazione di supporto e a rispondere a eventuali domande da parte del personale preposto ai controlli. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). È inoltre necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Sono previste alcune eccezioni, per le quali si raccomanda la lettura dell’elenco a fondo pagina. Alla Serbia, precedentemente in elenco F, con Ordinanza 21 settembre 2020 del Ministro della Salute, si applica la disciplina prevista per i Paesi in elenco E. L’Ordinanza è in vigore dal 22 settembre al 7 ottobre. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

F - Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana: per coloro che provengono dai Paesi dell’elenco F o che vi hanno soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia, è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020. Sono esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto e funzionari e agenti diplomatici e personale militare nell’esercizio delle loro funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza UE/Schengen o condizione di familiare di cittadino UE e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Kosovo, Montenegro, Serbia: da questi Paesi è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020. Sono esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto e funzionari e agenti diplomatici e personale militare nell’esercizio delle loro funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza UE/Schengen o condizione di familiare di cittadino UE e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). Con Ordinanza 21 settembre 2020, la Serbia, precedentemente inclusa in elenco F, passa nell’elenco E (vedere paragrafo dedicato). L’Ordinanza è in vigore dal 22 settembre e fino al 7 ottobre.

Colombia: da questo Paese è in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini UE (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020. Si applicano le stesse restrizioni previste per i Paesi dei due paragrafi precedenti.

Clicca qui per consultare nei dettagli la normativa vigente.

 

DISPOSIZIONI DELLE AUTORITÀ PORTOGHESI: 

Controllo di Frontiere

Sono state approvate misure relative al traffico aereo da e per il Portogallo

È autorizzato il traffico aereo da e per il Portogallo di tutti i voli da e per:

  • Paesi UE;
  • Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera);
  • Australia;
  • Canada, mediante conferma di reciprocità;
  • Cina, mediante conferma di reciprocità;
  • Corea del Sud, mediante conferma di reciprocità;
  • Giappone;
  • Giorgia;
  • Marocco, mediante conferma di reciprocità;
  • Nuova Zelanda;
  • Regno Unito;
  • Ruanda;
  • Tailandia;
  • Tunisia, mediante conferma di reciprocità;
  • Uruguay.

È inoltre autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen.

Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l'ingresso e l'uscita dal Portogallo di:

  • Cittadini dell'Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell'Unione Europea;
  • Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie, secondo il principio della reciprocità;

I passeggeri che effettuino viaggi essenziali - ad eccezione dei passeggeri in transito, i cui voli non prevedano uscita dall’aeroporto - devono presentare, prima dell’imbarco, prova della realizzazione del test per controllo SARS-Co-2 (con risultato negativo) realizzato nelle 72 ore precedenti l’imbarco, senza il quale non potranno imbarcare.

Nel caso eccezionale in cui il risultato del test non venga presentato da cittadini portoghesi o cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo, tali cittadini potranno sbarcare in Portogallo, e saranno immediatamente indirizzati, dalle autorità di sicurezza, a realizzare il test per il Covid-19, i cui costi saranno a carico dei suddetti cittadini.

I cittadini che rifiutano l’esecuzione del test all’arrivo in Portogallo, sono immediatamente notificati dal Servizio Stranieri e Frontiere per la realizzazione dello stesso entro 48 ore, a proprie spese. In caso di ulteriore rifiuto, possono incorrere nel reato di disobbedienza e diffusione di contagio.

Ai cittadini stranieri che imbarcano senza il test per il Covid-19 ed il cui volo li obblighi a lasciare l’aeroporto, sarà vietato l’ingresso in territorio portoghese.

Attualmente l'Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico pertanto i cittadini italiani provenienti dall'Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all'obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese (altra cosa avviene a Madeira e alle Azzorre).

Al di fuori dei voli sopra indicati, fino al 15 agosto 2020, tutto il traffico aereo da e per il Portogallo è vietato.

Fanno eccezione i seguenti casi:

  • Voli destinati a consentire il rientro in Portogallo dei cittadini portoghesi o dei titolari di autorizzazione di residenza in Portogallo, purché tali voli siano promossi dalle autorità competenti;
  • Voli destinati a consentire il ritorno nei rispettivi Paesi di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo, purché tali voli siano promossi dalle autorità competenti di quei Paesi, previa richiesta e accordo, e nel rispetto del principio di reciprocità;
  • Voli di aerei di Stato e delle Forze Armate;
  • Voli di mezzi aerei che fanno o faranno parte del Dispositivo Speciale di Lotta agli Incendi Rurali;
  • Voli per il trasporto esclusivo di carico e posta;
  • Voli di carattere umanitario o di urgenza medica;
  • Voli per scalo tecnico a fini non commerciali.

Per chiunque intenda procedere con il rimpatrio, oltre a raccomandare il rispetto rigoroso di tutte le prescrizioni di carattere sanitario emanate dalle Autorità portoghesi, si attira l'attenzione sulle recenti normative italiane di cui si chiede di prendere attenta visione (LINK).

Suggeriamo di consultare la seguente pagina dove si possono trovare tutte le partenze in tempo reale dall’aeroporto di Lisbona:
https://www.ana.pt/pt/lis/voos-e-destinos/encontrar-voos/partidas-em-tempo-real 

A tutti coloro che si trovino temporaneamente in Portogallo e intendano rientrare in Italia, si raccomanda di visitare il sito del MAECI alla sezione Viaggiare Sicuri, nonché di registrarsi sulla pagina Dove Siamo nel Mondo.

 

DISPOSIZIONI SANITARIE DELLE AUTORITA' PORTOGHESI

Da lunedì 15 settembre 2020 tutto il Portogallo continentale è considerato in stato di contingenza (un livello di pericolo intermedio tra lo stato d’allerta e quello di calamità, che era già in vigore nel distretto di Lisbona). Le misure adottate puntano in concreto a limitare l’assembramento di persone sia nei locali pubblici (particolarmente in orari notturni) che nei luoghi di lavoro, nei trasporti pubblici e in prossimità delle scuole, potenziando ove possibile il lavoro da remoto, per evitare la crescita esponenziale dei contagi. È inoltre vivamente consigliato l’uso dell’app portoghese di tracciabilità del contagio denominata Stayaway Covid.

Sono proibiti gli assembramenti con un numero di persone superiore a 10, tranne nelle aree di ristorazione dei centri commerciali, dove il numero massimo consentito è di 4 persone per ogni gruppo. La stessa regola vale in prossimità delle scuole e per tutti gli stabilimenti situati nel raggio di 300 metri da una scuola, dove per ogni gruppo è consentito un numero massimo di 4 persone. Gli esercizi commerciali potranno aprire soltanto a partire dalle dieci di mattina (ad eccezione di bar, pasticcerie, parrucchieri e palestre). Proibiti la vendita e il consumo di alcool in luoghi pubblici dopo le ore 20, l’orario di chiusura dei ristoranti è fissato alle ore 23.

Si ricorda ai cittadini italiani che si trovino in Portogallo di attenersi alle disposizioni sanitarie delle Autorità portoghesi, disponibili sullo specifico mini-sito https://covid19.min-saude.pt/.

Il Governo portoghese ha attivato il sito (https://covid19estamoson.gov.pt/) che raccoglie tutte le informazioni relative all'emergenza COVID-19. Nella sezione dedicata ai Cittadini stranieri in Portogallo, potete trovare consigli e indicazioni in lingua italiana.

Si raccomanda infine di consultare le misure di prevenzione contro il contagio da Coronavirus raccomandate dal Ministero della Salute e di attenersi a tali raccomandazioni, in aggiunta a quanto già indicato dalle Autorità di accreditamento.

In presenza di sintomi influenzali (tosse, febbre e difficoltà respiratorie) rimanere in casa e chiamare la linea telefonica SNS24 808 24 24 24 (attiva dal Portogallo).

Le Autorità portoghesi indicano che i viaggiatori che rientrano dalle aree interessate dalla diffusione del COVID-19, che presentino sintomi indicativi di malattie respiratorie, durante o dopo il viaggio, prima di recarsi presso un centro di salute, debbano chiamare il numero 808 24 24 24 (SNS24), dando informazioni sulle proprie condizioni di salute e sui viaggi effettuati, seguendo le indicazioni che potranno essere fornite.

 

ASSISTENZA AI CONNAZIONALI
I connazionali che abbiano bisogno di assistenza potranno contattare telefonicamente gli Uffici Consolari al numero +351 21 3515320 (dalle ore 9 alle ore 16), e al numero di emergenza +351 91 9523500 (attivo dalle 16.00 alle 22.00) e scrivere alla casella di posta elettronica lisbona.assistenza@esteri.it. In caso di REALE EMERGENZA e in orario diverso da quello di apertura degli uffici o di reperibilità, è possibile contattare il funzionario di turno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: ROMA - D.G.A.I. Ufficio V - E-mail: dgaiuff5ft@esteri.it Tel. +39 06 3691 2666
Per comprovate urgenze collegate alla sintomatologia da Coronavirus e la prescrizione di farmaci salvavita, l’Ambasciata di Lisbona potrà fornire ai connazionali i recapiti di alcuni medici italiani operanti in Portogallo con cui si è in contatto. Per tutte le altre visite mediche di altra natura, invece, si potrà continuare a ricorrere al sistema sanitario portoghese secondo le modalità suggerite nel mini-sito portoghese sopra indicato.

TEMPORANEE MODIFICHE ALL'EROGAZIONE DEI SERVIZI CONSOLARI
ATTENZIONE
: a partire dal 13 marzo 2020 e fino a nuove disposizioni, la ricezione del pubblico presso gli Uffici della Cancelleria Consolare avverrà solo e limitatamente ai casi di necessità ed urgenza e previo appuntamento telefonico. Per maggiori informazioni si rinvia alla sezione ''Nuove modalità di accesso ai servizi consolari''.

 


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